Messaggio di Natale di l’Arcivescovo Gabriele di Comane - 2006

Messaggio di Natale di sua eminenza l’Arcivescovo Gabriele di Comane al clero e ai fedeli dell’arcivesca delle chiese ortodosse russe in Europe occidentale

Reverendi Padri, carissimi fratelli e sorelle in Cristo !

“Naque il Cristo, glorificatelo, il Cristo discende dal cielo, andate ad incontrarlo”

In questa lunghissima notte di Natale, che si sta avvicinando, si raccoglie e si manifesta tutto il mistero dell’amore di Dio.

Un nuovo volto di Dio ci è mostrato, quello della tenerezza e del perdono, quello della compassione del Padre celeste, che ci invia il suo unico Figlio sulla nostra remota terra per ritrovare la pecorella smarrita e straziata e ricondurla alla culla celeste, cioè al Regno Eterno della luce e dell’amore.

Nessuna filosofia, nessuna religione poteva concepire e tanto-meno prevedere questo abbassamento di Dio onnipotente, che appare alla ragione umana come scandalo e follia.

Dio si è fatto uomo. Sì, il Dio onnipotente e inaccessibile, Lui che "si è avvolto di un manto di Luce" questo Dio si è fatto uomo, e per questo ha attraversato gli infiniti cieli di cui Egli è il Creatore, così come, ha attraversato tutte le età umane, dell’infanzia all’adolescenza sino all’età adulta, ubbidendo in tutto al Padre suo celeste così come, nell’ubbidienza umana, ubbidì a sua Madre e a Giuseppe. Questa obbedienza filiale condurrà Gesù sino alla Croce e, a una morte infame. Ma noi, sappiamo, che la morte fu incapace di trattenerlo perchè l’Amore è più forte della Morte.

Il cammino terrestre di Gesù, certamente, sarà un cammino d’offerta d’amore, testimonianza della compassione del Padre, nella promessa dello Spirito di santità della Pentecoste della Chiesa.

Con la nascita verginale del Figlio nelle nostre vite temporali, tutta la storia umana è stata illuminata e orientata dall’interno, i semi dell’immortalità sono stati sparsi nel terreno dei nostri cuori e delle nostre vite. Se Dio è diventato uomo, è affinché, come la Chiesa tutta ci ricorda, tramite la bocca del grandissimo Santo Anastasio di Alessandria, l’uomo divenga dio. Questo è il nostro programma di vita, sta a tutti e a ciascuno di noi, purificarsi, santificarsi e restaurare l’immagine di Dio, che resta sbiadita e lacerata nel più profondo del nostro cuore, fino a risplendere d’un amore unico e infinito, diventando a nostra volta, a somiglianza del Figlio unico, dei figli e delle figlie, dei bambini che Dio ama singolarmente.

Amici miei, fratelli e sorelle, figli miei nel Signore, che lo Spirito divino dilati i nostri cuori e li abbracci di un fuoco d’amore divino, che la natività del Signore a Betlemme ci ricordi la nostra personale nascita battesimale alla vita divina.

Arcivescovo Gabriele di Comane
Esarco del Patriarca ecumenico

Cattedrale Sant’Alessandro della Neva
Parigi, 25 dicembre 7 gennaio 2007

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